{"id":807,"date":"2014-09-16T23:34:26","date_gmt":"2014-09-16T21:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amiciinsieme.it\/?page_id=807"},"modified":"2014-09-17T00:02:52","modified_gmt":"2014-09-16T22:02:52","slug":"concorso-di-poesia-verso-i-versi-2014-motivazioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/albo-doro-concorso-di-poesia-verso-i-versi\/concorso-di-poesia-verso-i-versi-2014-motivazioni\/","title":{"rendered":"Concorso di Poesia &#8211; &#8220;Verso i versi&#8221; &#8211; 2014 &#8211; Motivazioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"Stile81\"><strong>III\u00b0 Classificato<\/strong> <a name=\"terzo\" id=\"primogio7\"><\/a><\/span>\n        <\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Margherita Neri Novi<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Li purtidduna<\/strong>\u201d<\/p>\n<p>L\u2019autore, usa la magia di un linguaggio naturale, aderente a un vissuto condiviso e appartenuto a un mondo che lo ha preceduto.<br \/>Rimanda a una terra madre che porta con s\u00e8 da sempre ed \u00e8 la sua zona ombra, il suo mistero, la sua ricchezza. Tradurre parole e suoni, renderebbe banale il messaggio che continua a vivere nella trasfusione e rielaborazione della vita.<br \/>Espressioni cariche di toni forti e densi danno peso e materia a sensazioni appaganti e piene, dal sapore di una infanzia nutrita di miele e sorrisi.<br \/>Quale pieno d\u2019amore, il passato ha dato struttura e forza all\u2019autore che spesso ritorna a quel mondo. A volte basta una luce che illumina le imposte per riandare in altri luoghi, ad altre imposte.<br \/>Poi, i ricordi diventano leggeri, si disincarnano per rivivere in qualcosa d\u2019altro, come simboli per eternare il passato e illuminare le ombre della\u00a0 vita. <br \/>La memoria, cosi diventa un filtro affettivo per mezzo del quale il vissuto torna a parlare nel presente e concorre alla lettura e interpretazione della realt\u00e0 per cercarne ancora la poesia.<br \/><strong><em><\/p>\n<p>Li purtidduna ( dialetto siciliano<strong>)<\/strong><\/em><\/p>\n<p> <\/strong>Si chiudiru finestri e purtidduna<br \/>\u2018nta dda casa aggiuccata \u2018na vanedda,<br \/>unni nasc\u00ecu e crisc\u00ecu comu ciuri<br \/>abbiviratu di meli e di surrisi,<br \/>quannu la luna annacava lu sonnu<br \/>e i stiddi arriccamavanu lu celu<br \/>ccu filu i sita d\u2019oru arabbiscatu.<\/p>\n<p>Quanti primaveri lassati pi strata<br \/>cugghiennu ciuri,<br \/>assicutannu sonnira,<br \/>suspirannu amuri,<br \/>quanti stasciuni zuttiati<br \/>\u2018ntra canti d\u2019aceddi,<br \/>frutti sucusi<br \/>e vuci i caruseddi.<\/p>\n<p>Quanta ciaca sutt\u2019e pedi scarpisata,<br \/>tacci di soli struduti,<br \/>quanti\u00a0 vadduna acchianati,<br \/>speri di roggiu scurruti \u2026<\/p>\n<p>La strata c\u2019haiu davanti \u00e8 a sciddicuni,<br \/>nun ridi comu tannu lu scaluni,<br \/>dda casa e dda vanedda nun mi scordu<br \/>e voti ccu la menti ci ritornu \u2026<\/p>\n<p>\u2018Na lacrima \u2018nta l\u2019occhi luccichia<br \/>mentri canziu cca manu \u2018na filinia<br \/>e viu la luna \u2018ncelu<br \/>ca vasa<br \/>ccu so lustru i purtidduna.<\/p>\n<p>\u00a0<br \/><em><strong>Le imposte<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sono chiuse le imposte e le finestre<br \/>di quella casa che dorme nel vicolo,<br \/>dove sono nata e cresciuta come un fiore, <br \/>innaffiato di miele e di sorrisi, <br \/>quando la luna cullava il sonno<br \/>e le stelle ricamavano il cielo<br \/>con fili di seta d\u2019oro arabescato. <\/p>\n<p>Quante primavere lasciate per strada,<br \/>raccogliendo fiori,<br \/>inseguendo sogni, <br \/>sospirando per amore, <br \/>quante stagioni saltare<br \/>tra canti di uccelli, <br \/>frutti succosi <br \/>e voci di bambini. <\/p>\n<p>Quanta strada acciottolata calpestata, <br \/>i chiodi grossi delle scuole sciupati,<br \/>quante salite, <br \/>quanto tempo segnato dalle lancette<br \/>che scorrono sul quadrante dell\u2019orologio .<\/p>\n<p>\u00a0La strada davanti a me \u00e8 discesa, <br \/>i gradini non sono facili e semplici come allora, <br \/>quella casa e quel vicolo non li scordo,<br \/>ogni tanto ci rivado con la mente. <\/p>\n<p>Una lacrima luccica negli occhi, <br \/>mentre allontano con la mano una ragnatela <br \/>e vedo la luna in cielo <br \/>che bacia <br \/>con la sua luce le imposte.<\/p>\n<h1 class=\"Stile9\">\u00a0<\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span class=\"Stile7\"><strong><span class=\"Stile1\">II\u00b0 Classificato (ex equo) <a name=\"secondo2\" id=\"primogio2\"><\/a><\/span><\/strong><br clear=\"all\" \/><br \/>\n     <\/span>        <\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"Stile7\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Umberto Vicaretti<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Dittico del fuoco II &#8211; Nel rogo ad ardere<\/strong>\u201d        <\/p>\n<p align=\"left\">Il fuoco \u00e8 l\u2019elemento che il poeta predilige per ripercorrere le tappe della vita senza indugiare nella rievocazione sdolcinata del tempo andato.<br \/>Sin dal titolo, e procedendo di strofa in strofa, la lirica \u00e8 un unico campo semantico che richiama il fuoco sia per ricordare \u201cla fiamma febbrile\u201d dell\u2019amore giovanile sia per \u201ccantare\u201d le stagioni successive, quando neanche la poesia ha potere lenitivo rispetto al dolore e invano si cerca un luogo \u201cindenne dal grido della porpora e del fuoco\u201d.<br \/>Il poeta, tuttavia, stempera questo elemento del suo potenziale distruttivo e ne coglie la forza edificante: quella che d\u00e0 senso alla vita, quella dei sentimenti e delle passioni che bruciano senza fare male\u2026 e altro non chiede se non di consumarsi dolcemente in questo rogo.<br \/>Sul piano stilistico la poesia, di pregevole fattura, ha quasi il tratto affabulatorio del racconto che diventa lirica grazie alla densit\u00e0 delle sensazioni, spesso sinestetiche, e alla allitterazione della \u201cr\u201d che ha un effetto fonico tale da rendere immediatamente percepibile l\u2019idea del crepitio del rogo.<\/p>\n<p>        <em><strong>Dittico del fuoco\u00a0\u00a0 II\u00a0 &#8211; Nel rogo ad ardere<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ho attraversato questa terra quando<br \/>la sera era un approdo di dolcezze<br \/>scampate alla congiura degl\u2019inganni,                    \u00a0 \u00a0<br \/>e buona, tra gli alari dei camini,<br \/>ardeva inestinguibile una fiamma<br \/>febbrile al ciocco vivo degli abbracci.<\/p>\n<p>Ora che l\u2019equinozio di settembre<br \/>declina gi\u00e0 la luce verso l\u2019erba,<br \/>lasciatemi per dono, ve ne prego, <br \/>di questa terra esausta un palmo indenne <br \/>dal grido della porpora e del fuoco:<br \/>ho smarrito la cetra e pi\u00f9 non ho<br \/>n\u00e9 luminosi accordi, n\u00e9 parole <br \/>d\u2019ambra per mitigare le ferite.<\/p>\n<p>Ho cantato la fiamma che non cede<br \/>al volgere dei cosmi, alle stagioni<br \/>(fiorisce ad ogni bacio la mia rosa!);<br \/>fuoco che brucia, ma che non fa male,<br \/>se ad accenderlo furono i suoi occhi<br \/>con i fal\u00f2 appiccati dentro al cuore.<\/p>\n<p>Lasciatemi cos\u00ec, <br \/>nel rogo ad ardere,<br \/>incendio che gentile mi consuma.<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0Gentile Presidente,<br \/>\u00a0sono molto rammaricato di non poter intervenire alla cerimonia conclusiva del Premio di Poesia \u201cVerso i versi\u201d. Il mio \u00e8, in particolare, il disappunto di non poter onorare, con la mia presenza, un Premio che nel tempo \u00e8 andato meritatamente conquistandosi un\u00a0 posto al sole nel panorama dei Premi Nazionali di Poesia. Ma devo sottolineare che il mio dispiacere acquista una sfumatura sentimentale e, per cos\u00ec dire, \u201ccampanilistica\u201d: anch\u2019io sono, infatti, un figlio del Sud, e questa mia forzata assenza mi pesa molto, dal momento che mi priva dell\u2019accoglienza e del calore di Siano, un centro che moltissimo ha in comune con il paese in cui sono nato, Luco dei Marsi, in provincia de L\u2019Aquila. Anche il mio paese, Luco dei Marsi appunto, come Siano affonda le sue radici nella storia dei popoli italici. Ed \u00e8 anch\u2019esso un centro agricolo, accomunato a Siano dall\u2019antica, solidale e nobile civilt\u00e0 contadina, la civilt\u00e0 che attraversarono i miei avi e i miei genitori, quella civilt\u00e0 che \u00e8 stata la madre di ogni umana crescita e di ogni progresso. In una sua celebre canzone l\u2019indimenticato Fabrizio De Andr\u00e8 sottolineava che \u201cdai diamanti non nasce niente; dalla terra nascono i fiori\u201d\u2026 E dalla terra di Siano i Suoi operosi concittadini hanno fatto nascere non solo i fiori e i frutti della terra, ma hanno saputo far germogliare, con le iniziative come il Premio Letterario &#8220;Verso i versi&#8221;, anche i fiori della cultura, tra cui il fiore splendente e affascinante della parola e della poesia.<br \/>Un saluto all\u2019amico Giovanni Caso, vostro illustre concittadino, Poeta e artista di raro talento. Anche a Lei e a tutta la bella gente di Siano l\u00ec riunita nel nome della cultura, caro Presidente, il mio pi\u00f9 cordiale saluto e l\u2019augurio di sempre pi\u00f9 significativi successi per il Vostro bel Premio di poesia. <\/p>\n<p><em>Umberto Vicaretti.<\/em><br \/><em>Roma<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><span class=\"Stile7\"><strong><span class=\"Stile1\">II\u00b0 Classificato (ex equo) <a name=\"secondo1\" id=\"primogio2\"><\/a><\/span><\/strong><br clear=\"all\" \/><br \/>\n     <\/span>        <\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"Stile7\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Marisa Provenzano<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>I vecchi nel paese<\/strong>\u201d        <\/p>\n<p align=\"left\">E\u2019 in un\u2019atmosfera, direi, rarefatta quella in cui, con la complicit\u00e0 del silenzio spettrale del paesaggio, gli anziani rivedono tutto un mondo di sogni svaniti e di esperienze intensamente vissute, peraltro senza struggenti rimpianti. Si percepisce come un senso di solitudine surreale, dove il mondo interiore si proietta sui ricordi e sulle suggestioni ormai svanite.                                                                                                                \u00a0 \u00a0<br \/>Il linguaggio, che mollemente si adagia su note, si direbbe, di malinconica melodia, soggioga il lettore, accompagnandolo dove il silenzio del crepuscolo crea come un\u2019atmosfera di sospensione, di attesa, che preluderebbe al cedimento alla rassegnazione, se non sopraggiungesse il soccorso di quel tocco magico della carezza consolatrice e amorevole della luna, che restituisce ancora un palpito di vita in chi si avvia al tramonto. Del resto la nenia che una madre canta per il suo bambino in quell\u2019atmosfera d\u2019attesa, lascia in chi legge la sensazione dell\u2019indissolubile continuit\u00e0 della vicenda umana.<\/p>\n<p>        <em><strong>I vecchi nel paese<\/strong><\/em><\/p>\n<p>I passi risuonano sul ciottolato<br \/>e tra le case incrinate d\u2019anni,<br \/>con i balconi senza pi\u00f9 profumi<br \/>e le porte socchiuse al tempo.<br \/>Guardo i vecchi sulle panchine arrugginite<br \/>e sorrido a quegli occhi assenti<br \/>volti oltre il confine di ombre sbiadite,<br \/>in attesa che il sole scaldi il cuore<br \/>e che il tramonto arrossi il volto smunto.<br \/>L\u2019orologio della chiesa rintocca<br \/>l\u2019ore assonnate e i sogni ormai dispersi<br \/>dal vento impietoso dell\u2019inverno<br \/>e nella mente ancora rimane il ricordo<br \/>di tempi di fatica e di speranze,<br \/>di sacrifici per i figli amati,<br \/>di pane e povere minestre,<br \/>di attese di un domani migliore.<br \/>Guardano l\u2019orologio della chiesa<br \/>con le mani nodose strette sul bastone,<br \/>senza domande sulle bocche mute<br \/>all\u2019ombra del tiglio e del cappello.<br \/>S\u2019alza la nebbia sulla valle scura<br \/>e tutto ovatta e impolvera lo sguardo<br \/>ed io mi lascio cullare dalla nenia<br \/>di una madre che ninna il suo bambino<br \/>sull\u2019uscio che profuma di pane.<br \/>Fragili illusioni incrociano la notte<br \/>e s\u2019attardano i vecchi a rincasare<br \/>per non perdere un\u2019ora del tempo impietoso,<br \/>per ricordare ancora l\u2019ultima stella<br \/>e porgere la guancia alla carezza della luna.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"Stile7\"><span class=\"Stile1\"><strong>I\u00b0 Classificato<\/strong> <a name=\"primo\" id=\"primogio9\"><\/a><\/span><br clear=\"all\" \/><br \/>\n     <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" class=\"Stile7\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Rosanna Spina<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Composta, la robinia <\/strong>\u201d        <\/p>\n<p align=\"left\">Un volo immanente per essere nell\u2019anima di un luogo, farne parte e celebrarne un momento. Rarefazione, estensione dell\u2019io per guardarsi intorno e coglierne l\u2019essenza.<br \/>Fermare l\u2019immagine di un altrove che si affida solo a chi ne percepisce il senso.<br \/>La robinia, sobria nella sua eleganza, sembra una sposa che incede nel suo grazioso e contenuto movimento, mentre,\u00a0 anche,\u00a0 la bora le carezza i fianchi nell\u2019armonia di canti, suoni e colori.<br \/>Nella sua e composta figura, sembra indifferente e impenetrabile, ma \u00e8 tutta un vibrare, nella sua rappresentazione dell\u2019essenza femminile, quasi intrigo seduttivo la frantumazione della luce e del vento che la coinvolgono nella leggerezza. <br \/>Morbida e sinuosa non si scompone e, come una donna, conserva nel suo intimo un amore che non si rivela appieno, ma si affida solo a chi sa carpirne il segreto.<\/p>\n<p>        <strong><br \/>\n        <\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Composta, la robinia<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Composta, la robinia<br \/>ha un&#8217;aria cos\u00ec dolce<br \/>che sembra non conoscere gli inverni<\/p>\n<p>ricorda le sembianze di una sposa<br \/>con trine vaporose d&#8217;altri tempi<\/p>\n<p>anche la bora cede <br \/>dinnanzi alle femminee sue grazie <br \/>e in spolvero d\u2019oriente<br \/>le sfiora in soffio di carezze i fianchi<\/p>\n<p>\u00e8 musica sinfonica il ruscello<br \/>cos\u00ec naif quella carezza in verde<\/p>\n<p>di rondini gli acuti dei violini<br \/>ed un corteo di damigelle in giallo<br \/>le laboriose api<br \/>solfeggiano vitalit\u00e0 vibrante:<\/p>\n<p>celebrazione agreste di un evento<br \/>del quale non c&#8217;\u00e8 traccia <br \/>nella storia<\/p>\n<p>ne sono testimoni solamente<br \/>i fermo-immagine<br \/>che eternano i secondi<br \/>negli occhi dei romantici<\/p>\n<p>perch\u00e9 a nessuno saprebbero mai dire<br \/>&#8211; come del mare l&#8217;eco <br \/>a una conchiglia &#8211;<br \/>parole uguali a quella meraviglia.<\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Segnalazione di Merito della Giuria<\/strong> <a name=\"merito\" id=\"primogio9\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Sabrina Balbinetti<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>L\u2019isola che nun c\u2019\u00e8 pi\u00f9 &#8230; Atlantide<\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">La poesia \u00e8 un\u2019ammaliante allegoria di straordinaria intensit\u00e0 espressiva, che, dipanandosi su immagini di magica fantasia, ci descrive il sogno irrimediabilmente svanito dell\u2019umanit\u00e0, quello di un mondo che prima era un \u201cgiojello\u201d, dove si viveva felici nella variet\u00e0 delle razze, poi, invece, \u201cport\u00f2 a compie\u2019 solo malazzioni\u201d.<br \/>Il poeta, tuttavia, attraverso la musicalit\u00e0 dei versi vernacolari, che si adagiano sugli armoniosi accordi rimati degli endecasillabi e sull\u2019onda di un incalzante inanellarsi di figure retoriche, non intende rinunciare a immaginare, al di l\u00e0 di una societ\u00e0 \u201cperza ne l\u2019abisso pi\u00f9 profonno\u201d, di poter vivere, direi, in un\u2019atmosfera suggestiva e magica. Cos\u00ec la platonica Atlantide assume una dimensione favolosa, come quella del mondo surreale di Alice nel paese delle meraviglie, o, per altro verso, della manzoniana \u201cpi\u00f9 spirabil aere\u201d, dove si vagheggia la realizzazione della catarsi dell\u2019umanit\u00e0, raffigurata dal \u201cdecollo della navicella\u201d, che ci richiama alla mente il provvido volo dell\u2019ippogrifo ariostesco.<br \/><em><strong><\/p>\n<p>L\u2019isola che nun c\u2019\u00e8 pi\u00f9 \u2026 Atlantide<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sparita. Ingoiata da li fiotti.<br \/>Perza ne l\u2019abisso pi\u00f9 profonno<br \/>\u2018nzieme a statue antiche e vasi rotti<br \/>facenno mulinello tuttotonno!<\/p>\n<p>Nata ner diecimila Avanticristo,<br \/>grazzie a Poseidone, re Re dei mari,<br \/>che volle umani inzieme ar sanguemisto<br \/>de creature aliene interstellari!!<\/p>\n<p>Labboratorio fino e minuzzioso <br \/>pe\u2019 fa\u2019 un dienne\u00e0 modificato<br \/>e poi da vita a un omo labborioso<br \/>(\u2018na sorta de robb\u00f2 prefabbricato)<\/p>\n<p>\u2018Sto frittomisto de popolazzioni,<br \/>pe\u2019 tir\u00e0 fora er mejo su la piazza,<br \/>port\u00f2 a compie\u2019 solo malazzioni<br \/>in nome de la scerta de la razza!<\/p>\n<p>Da prima, l\u2019isoletta, era un giojello,<br \/>ciaveva porti, campi e atenei<br \/>la forma tonna de un grosso anello \u2026<br \/>anzi, saranno stati cinque o sei!<\/p>\n<p>Fioriva, incurante de la massa<br \/>che\u2019era rimasta \u2018ndietro, aretrata<br \/>e che nun diggeriva la matassa<br \/>de esse stata, ar dunque, surclassata!!<\/p>\n<p>La forma che ciaveva \u2018st\u2019isolotto,<br \/>(svariati anelli intervallati ar mare),<br \/>vista dall\u2019arto pareva soprattutto<br \/>la fusoliera de un \u2018astronave!<\/p>\n<p>Sar\u00e0 pe\u2019 questo che la sparizzione<br \/>a l\u2019improviso .. a la chetichella \u2026<br \/>nun sia dovuta a sismi o radiazzione \u2026<br \/>ma ar decollo de la navicella!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Premio Speciale della Giuria<\/strong> <a name=\"speciale\" id=\"primogio9\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><\/em><em>Giovanni Troiano<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Schegge di popoli straziati<\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">La lirica si segnala perch\u00e9 invita ad una riflessione sulla natura drammaticamente modificata della migrazione del Terzo Millennio. All\u2019origine degli esodi indotti ancora antiche ragioni, gli orrori gi\u00e0 visti dell\u2019odio e della disperazione, ma assume caratteri tutti moderni, o postmoderni, l\u2019esito del viaggio, l\u2019approdo finale. Paradossalmente nella civilt\u00e0 della globalizzazione, resta vano desiderio quello di sentirsi cittadini del mondo, quello di trovare una nuova patria e non terre matrigne, insomma di sentirsi a casa in ogni angolo del mondo. Con disincantata lucidit\u00e0, i versi, sostenuti da una architettura fluida e funzionale alla incisivit\u00e0 del messaggio, sottolineano, la distanza tra il destino dell\u2019eroe classico Odisseo, esule in mare anch\u2019egli per una guerra, ma accolto con i sacri onori dell\u2019ospitalit\u00e0 nella terra dei Feaci, e l\u2019esule dei nostri giorni; per l\u2019eroe moderno, il viaggio nasconde altre Sirene, le insidie non pi\u00f9 del mare, ma di empi traffici umani e, ancor di pi\u00f9, la repulsione del diverso che nelle nuove generazioni pu\u00f2 fomentare solo rabbia e vendetta, a scapito delle millenarie, faticose conquiste compiute dal pensiero razionale.<\/p>\n<p><em><strong>\u00c0SH\u00cbRA P\u00d2PULSH T\u00cb MUND\u00d9AR (dialetto arbereshe)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ka d\u00e8jtra sh\u00f9rje<br \/>e shkret\u00ecmin nd\u00eb shp\u00ecrtit, <br \/>p\u00ebrb\u00e0llj\u00ebn suv\u00e0la t\u2019j\u00e8tra,<br \/>shtegt\u00e0r\u00ebt t\u2019i tr\u00e8jt\u00eb mil\u00e0r<br \/>(\u00e0sh\u00ebra p\u00f2pulsh t\u00eb mund\u00f9ar);<br \/>si tek nj\u00eb film pap\u00e0n i parashtr\u00f9ar <br \/>ps\u00f2j\u00ebn tr\u00ebmb\u00ebs\u00ec t\u00eb p\u00e0nura<br \/>p\u00ebr shkeke p\u00ebrm\u00f2n pahart\u00f9ar.                                                            \u00a0 \u00a0<br \/>Tj\u00e8tra Syr\u00e8n\u00eb, nd\u00ebr k\u00ebt\u00e0 motra, <br \/>t\u00eb vd\u00e8kme mbreza do t\u2019i shtr\u00f2j\u00ebn <br \/>Udhyss\u00e8ut, lund\u00ebrt\u00e0r i pam\u00ebs\u00f9ar<br \/>e \u00e7\u2019\u00ebndrr\u00ebn t\u00eb har\u00e8shme pr\u00f2itje.<br \/>N\u00ecsje e shpr\u00ecshje t\u00eb forc\u00f9ar<br \/>(mallk\u00ecme t\u00eb rringj\u00e0llur t\u00eb nodh\u00ecs)<br \/>atdh\u00e8ra t\u00eb rea s\u2019i j\u00e0p\u00ebn nj\u00e8r\u00ebz\u00ebvet, <br \/>po bot\u00eb nj\u00e8rke<br \/>dhe fruti pap\u00e0n i fyt\u00f9ar<br \/>p\u00ebrm\u00f2n ndrysh\u00f2n d\u00f9kj\u00ebn<br \/>(malli e dj\u00e8rsa kan keq kryp\u00eb).<br \/>Sh\u00ebnji t\u00eb h\u00f9ajit ngj\u00e0ll\u00ebn nxj\u00e8rrje:<br \/>\u00a0(kl\u00e8 fani m\u00f2\u00e7\u00ebm pr\u00ecnd\u00ebvet t\u2019im\u00eb!)<br \/>kush ish i n\u00ebmur ka shp\u00eca t\u00ecj<br \/>do t\u00eb gj\u00ebnj thart\u00ecme dhe forc\u00ecme,<br \/>me ngull\u00ecn e mbr\u00e0z\u00ebt t\u00eb b\u00ebh\u00ebn<br \/>horj\u00f2t\u00eb t\u2019j\u00e8t\u00ebs gj\u00ecth\u00eb sa j\u00e0n.<br \/>M\u00eb sh\u00f9m\u00eb l\u00f9tj\u00ebm p\u00e0q\u00ebn                                                        \u00a0<br \/>dh\u00e8 m\u00eb gj\u00e0k njer\u00ebz\u00f2r p\u00ecks\u00ebt <br \/>mb\u00ec d\u00f9ar me g\u00eblth\u00e0tra.<br \/>Skolladh\u00e8frat, nan\u00ec e dimi,<br \/>se thon fj\u00e0l\u00eb dy f\u00e0qesh t\u2019\u00ebmb\u00ebla<br \/>p\u00ebr t\u00eb mbul\u00f2j\u00ebn v\u00ebrt\u00e8t\u00eb m\u00ebrz\u00ectshme,<br \/>njera sa suv\u00e0lja e p\u00ebrd\u00e8rdhur rr\u00e0xh\u00ebs<br \/>(err\u00ebs\u00ec t\u2019ars\u00fdesh\u00ebmit mend\u00ecm!)<br \/>mb\u00ec t\u00eb pand\u00ebndurat vet\u00ebd\u00e0shj\u00ebt <br \/>(palipis\u00ec) <br \/>do t\u00eb nd\u00ebnj savane <\/p>\n<p><strong><em>Schegge di popoli straziati<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Da mari di sabbia<br \/>e col deserto nell\u2019anima,<br \/>affrontano altre onde<br \/>i migranti del terzo millennio<br \/>(schegge di popoli straziati);<br \/>come in un film proposto pi\u00f9 volte<br \/>subiscono orrori gi\u00e0 visti<br \/>per cause da sempre irrisolte.<br \/>Altre Sirene, in questi tempi, <br \/>mortali insidie tenderanno<br \/>a Od\u00ecsseo, navigante improvvisato<br \/>e di fausti approdi sognatore.<br \/>Esodi e diaspore indotti<br \/>(nemesi palingenetiche dell\u2019odio)<br \/>nuove patrie non procurano alle genti,<br \/>ma terre matrigne<br \/>e il frutto del trapianto<br \/>per sempre muta il sapore<br \/>(nostalgia e sudore sanno di sale).<br \/>Il marchio del diverso suscita repulsioni:<br \/>(fu il destino antico dei miei avi!)<br \/>chi era reietto in casa sua <br \/>riprover\u00e0 amarezze e costrizioni,<br \/>col vano desiderio d\u2019essere<br \/>cittadini del mondo tutti quanti.<br \/>Tanto pi\u00f9 s\u2019invoca la pace <br \/>pi\u00f9 sangue umano si raggruma<br \/>su artigliate mani.<br \/>Gli sparvieri, ormai si sa,<br \/>usano ipocriti eufemismi<br \/>per seppellire scomode realt\u00e0,<br \/>fin quando l\u2019onda tracimata della rabbia<br \/>(eclissi del pensiero razionale!) <br \/>sugl\u2019insaziabili egoismi <br \/>(impietosa)<br \/>stender\u00e0 sudari.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Menzione d\u2019Onore della Giuria<\/strong><\/em>\u00a0<a name=\"speciale\" id=\"onore\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><\/em><em>Fulvia Marconi<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Sere d\u2019agosto e lill\u00e0<\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">Il testo coglie ci\u00f2 che passa, ci\u00f2 che non ha pi\u00f9 tempo, ci\u00f2 che si pone al di <br \/>fuori del tempo stesso e lo trattiene. Il paese, gli amori e i patti non mantenuti costituiscono un vissuto incompiuto, un certo impercettibile mistero.<br \/>Gli amori mancati sono canti intonati in silenzio, sono siepi che intrigano i sogni, sono braci infossate nel gelo.<br \/>Ricordi come elementi di forza di un carattere che si compie nel tempo.<br \/>Nella febbre che invade la notte, il cammino prosegue caparbio nel buio e avanza deciso, mentre chiude la porta all\u2019amore in sere d\u2019agosto e lill\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong>Sere d\u2019agosto e lill\u00e0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il fragile fiato di vento<br \/>carezza, nel vespro, il paese<br \/>e cantano, in coro, campane<br \/>a un cielo che gi\u00e0 si fa oscuro.<br \/>Gli amori, tra i giunchi e i canneti,<br \/>nascondono i patti scordati,<br \/>rimasti nascosti e umiliati<br \/>tra un vinco, un roseto e un lill\u00e0.<br \/>E scendono, folti, i minuti<br \/>per chi v\u00e0 ramingo ai pensieri,<br \/>per chi della sera respira<br \/>l\u2019odor penetrante dell\u2019erba.<br \/>Le rondini volano basse<br \/>cercando riparo tra i tetti<br \/>e tacciono, nere vestali<br \/>d\u2019un piccolo quarto di luna.<br \/>Odor d\u2019una sera che cola,<br \/>intrisa di fresco e pur d\u2019ombra,<br \/>disseta, di zolle, l\u2019arsura<br \/>con lacrime al cielo rapite.<br \/>Gli amori sfuggiti di mano<br \/>son canti intonati in silenzio,<br \/>son siepi che intrigano i sogni,<br \/>son braci infossate nel gelo.<br \/>La febbre che invade la notte,<br \/>tra schegge di stelle e d\u2019oscuro,<br \/>confonde il mio passo caparbio<br \/>che insegue me stessa tra i sassi.<br \/>E\u2019 quasi scomparsa la luce,<br \/>il buio diventa pi\u00f9 cieco,<br \/>si chiude la porta all\u2019amore<br \/>in sere d\u2019agosto e lill\u00e0.<\/p>\n<p><em>Agli Organizzatori del Premio \u201cVerso i versi\u201d Citt\u00e0 di Siano,<\/em><br \/><em>alla Commissione Giudicatrice<\/em><br \/><em>e agli autori presenti in sala.<\/em><\/p>\n<p>Ringrazio sentitamente i vari componenti della Giuria del prestigioso concorso di poesia \u201cVerso i versi\u201d Citt\u00e0 di Siano per l\u2019onore attribuito alla mia lirica, purtroppo, per\u00f2, non posso essere con voi per celebrare festosamente la conclusione della cerimonia premiativa.<br \/>Quando il pensiero e il cuore si specchiano l\u2019uno nell\u2019altro si arriva a trascendere la materialit\u00e0 ed allora tutto diventa poesia.<br \/>Ogni gentilezza e affettuosit\u00e0 cela il segreto del verso; segreto capace di imprigionare ogni pi\u00f9 aspra e segreta introspezione.<br \/>Spero che la luce irradiata dai migliori intendimenti possa permettere ai nostri occhi di vedere Colui che, a causa delle nostre colpe, non \u00e8 mai sceso dalla croce.<\/p>\n<p>Invio i pi\u00f9 cordiali saluti e rallegramenti<\/p>\n<p><em>Fulvia Marconi <\/em><br \/><em>Ancona<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Menzione d\u2019Onore della Giuria<\/strong><\/em>\u00a0<a name=\"speciale\" id=\"menzionedonna\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Donna in versi<br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><\/em><em>Anna Ciufo<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Matrioske<\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019idea della matrioska \u00e8 per associazione analogica la pi\u00f9 immediata e quella che meglio connota il carattere inclusivo della maternit\u00e0.<br \/>Con rapide pennellate, l\u2019autrice coglie questo gioco di \u201ccreature e creatrici\u201d tutto al femminile: un alternarsi di pienezza e vuoto che \u00e8 il moto eterno della vita che sembra dare alle donne, madre e figlia, una onnipotenza quasi divina.<\/p>\n<p><em><strong>Matrioske<\/strong><\/em><br \/>\u00a0<\/p>\n<p>Ti apro. <br \/>Mi apri. <br \/>Evapora il tuo vuoto <br \/>antico <br \/>che del mio peso <br \/>non ha pi\u00f9 memoria; <br \/>risuona, il mio, <br \/>di un pi\u00f9 recente strappo, <br \/>l\u2019eterno rinnovarsi <br \/>della vita <br \/>che ci innalza <br \/>oltre la soglia dell\u2019effimero, <br \/>in un vago sapore di potenza. <br \/>Gioco di creature <br \/>e creatrici. <br \/>Gioco di donne<\/p>\n<p><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span class=\"Stile7\"><span class=\"Stile1\"><strong>I\u00b0 Classificato<\/strong> <a name=\"primo\" id=\"primodonna\"><\/a><\/span><br clear=\"all\" \/> <\/span><\/p>\n<p class=\"Stile7\" style=\"text-align: center;\"><strong>sezione: Donna in versi<br \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Lenio Vallati<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">per la poesia \u201c<strong>Il fiore del rispetto <\/strong>\u201d<\/p>\n<p align=\"left\">La lirica \u00e8 una delicata voce di protesta, tutta al femminile, di chi rifiuta la vuota retorica del binomio fiore-amore. Retorica vuota e, perci\u00f2, pericolosa. La mimosa \u00e8 sfacciata, la rosa \u00e8 effimera, stupido \u00e8 il geranio, se l\u2019omaggio floreale \u00e8 svilito dalla liturgia delle apparenze. Il titolo offre, allora, la chiave di lettura dei versi: il rispetto che la donna pretende ha il suo correlativo oggettivo in un fiore altero, perch\u00e9 capace di resistere alle minacce della gelosia o, peggio, alle insidie di una subdola trascuratezza. La prolungata metafora dell\u2019ultima sequenza incastona l\u2019immagine del \u201cfiore del rispetto\u201d: non identificabile con nessuna specie botanica, \u00e8 l\u2019unico che, secondo un efficace ossimoro, fiorisce perennemente, poich\u00e9 le sue radici affondano in una passione che \u00e8 affinata dalla nobilt\u00e0 del sentimento d\u2019amore, e, al tempo stesso, \u00e8 caduco, come ogni fenomeno umano, perch\u00e9 avvizzisce solo quando passione\u00a0 e sentimento svaniscono. Non c\u2019\u00e8 amore se non c\u2019\u00e8 rispetto.<\/p>\n<p><em><strong>Il fiore del rispetto<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Non voglio mimose per la mia festa.<br \/>Troppo sfacciati quei pallini gialli<br \/>nascosti dietro foglie di un verde pudico.<br \/>Non voglio rose.<br \/>Troppo delicate al mio tatto,<br \/>non durano che l\u2019arco di un giorno.<br \/>Non voglio orchidee, n\u00e9 panz\u00e9,<br \/>n\u00e9 stupidi gerani.<br \/>Il fiore che desidero<br \/>non cresce in un\u00a0 giardino qualunque,<br \/>n\u00e9 lo si pu\u00f2 trovare<br \/>in ogni mercato.<br \/>Voglio un fiore<br \/>che abbia radici profonde,<br \/>che provenga dal banco del tuo cuore,<br \/>e che profumi intensamente<br \/>della tua passione.<br \/>Un fiore altero, che non appassisca<br \/>ai venti aridi della gelosia<br \/>e non soffra<br \/>la tua trascuratezza.<br \/>Cercalo e portamelo questo fiore,<br \/>lo metter\u00f2 in un vaso d\u2019oro<br \/>e lo terr\u00f2 perennemente <br \/>sul davanzale dei miei occhi<br \/>per ammirarlo ogni giorno<br \/>fino a quando,<br \/>in un mattino d\u2019inverno,<br \/>avvizzir\u00e0 con noi<\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png?w=642&#038;ssl=1\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\");var hupso_counters_lang = \"it_IT\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"amiciinsieme\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"Concorso%20di%20Poesia%20-%20%22Verso%20i%20versi%22%20-%202014%20-%20Motivazioni\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III\u00b0 Classificato sezione: Lingua Italiana\/Vernacolo Margherita Neri Novi per la poesia \u201cLi purtidduna\u201d L\u2019autore, usa la magia di un linguaggio naturale, aderente a un vissuto condiviso e appartenuto a un mondo che lo ha preceduto.Rimanda a una terra madre che porta con s\u00e8 da sempre ed \u00e8 la sua zona ombra, il suo mistero, la sua ricchezza. Tradurre parole e suoni, renderebbe banale il messaggio che continua a vivere nella trasfusione e rielaborazione della vita.Espressioni cariche di toni forti e densi danno peso e materia a sensazioni appaganti e piene, dal sapore di una infanzia nutrita di miele e sorrisi.Quale pieno d\u2019amore, il passato ha dato struttura e forza all\u2019autore che spesso ritorna a quel mondo. A volte basta una luce che illumina le imposte per riandare in altri luoghi, ad altre imposte.Poi, i ricordi diventano leggeri, si disincarnano per rivivere in qualcosa d\u2019altro, come simboli per eternare il passato e illuminare le ombre della\u00a0 vita. La memoria, cosi diventa un filtro affettivo per mezzo del quale il vissuto torna a parlare nel presente e concorre alla lettura e interpretazione della realt\u00e0 per cercarne ancora la poesia. Li purtidduna ( dialetto siciliano) Si chiudiru finestri e purtidduna\u2018nta dda casa aggiuccata &hellip; <a class=\"readmore\" href=\"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/albo-doro-concorso-di-poesia-verso-i-versi\/concorso-di-poesia-verso-i-versi-2014-motivazioni\/\">Continua a leggere \u2192<\/a><\/p>\n<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/lang\/it\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\");var hupso_counters_lang = \"it_IT\";var hupso_image_folder_url = \"\";var hupso_twitter_via=\"amiciinsieme\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"Concorso%20di%20Poesia%20-%20%22Verso%20i%20versi%22%20-%202014%20-%20Motivazioni\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":82,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-807","page","type-page","status-publish","hentry"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P91vVa-d1","jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/807"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=807"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/807\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":813,"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/807\/revisions\/813"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/82"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.amiciinsieme.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}